Dal 1955

La radica


La radica si ottiene dalle radici e dalle escrescenze del fusto dell’albero: è una parte preziosa del legno perchè presenta nodi, venature e marezzature talmente particolari che in epoca rinascimentale era usata per imitare il marmo. Dalla tranciatura della radica si ottengono fogli sottilissimi, incredibilmente variegati nel colore e nei disegni che, intarsiati con legni policromi, creano sorprendenti effetti visivi.

Il vero artigiano ebanista, utilizza solo radica in legno naturale, per questo ogni intarsio diventa un pezzo unico, diverso da qualsiasi altro nella venatura e nelle tonalità, un omaggio autentico alla squisita tecnica dei grandi mobili d’arte del settecento.


Glossario

GLOSSARIO

 Cosa vuol dire :

Battura Scanalatura praticata sul bordo di un elemento in legno, ad esempio un cassetto, per facilitarne l’incontro con un’altra superficie.

 Bisello Smussatura degli angoli di uno specchio o di un pannello di vetro mediante taglio inclinato a scopo ornamentale.

 Bocchetta Cornice metallica che orna e protegge la serratura sui mobili

 Carcassa II termine indica la struttura portante di un mobile ad eccezione delle parti smontabili, quali ad esempio i cassetti o gli sportelli.

Catena Elemento orizzontale che sostiene i cassetti o che raccorda le gambe dei tavoli.

Cavicchio Asticciola di legno usata per rinforzare un giunto.

Cimasa Detta anche “cappello”, è una modanatura ornamentale a intaglio che si può trovare sulla sommità delle spalliere delle sedie e degli stipi e lungo il contorno di cornici per specchi

 Costruzione a doghe Sistema costruttivo usato prevalentemente in area veneta per creare le mosse nei mobili di forma bombata: assi lunghi e stretti di sezione trapezoidale vengono giustapposte e incollate le une alle altre, come si fa per creare il fusto della botte.

 Facciata bombé Forma arrotondata e convessa della parte frontale di un mobile.

 Gommalacca Sostanza resinosa che, diluita con l’alcool, viene usata per la lucidatura del mobile.

 Guide di scorrimento Binari in legno applicati alle parti interne di un mobile per permettere il movimento dei cassetti.

 Impiallacciatura Tecnica utilizzata in ebanisteria per conferire maggior pregio ai mobili in legno comune. Consiste nel rivestire la superficie dei mobile previa stesura di appositi collanti con fogli sottili, di spessore inferiore al millimetro (i cosiddetti piallacci), in mogano, legno di rosa, palissandro, ebano, noce o altre essenze pregiate. Introdotta nel XVII secolo e di largo utilizzo ancora ai giorni nostri, trovò le migliori applicazioni nell’arredamento del XVIII secolo. Se il foglio presenta uno spessore superiore al consueto, si preferisce parlare di placcatura.

 Incastro a coda di rondine Tipo di incastro per mobilia di alta qualità, di due pannelli lignei, uno dei quali presenta ad un’estremità una sporgenza trapezoidale e l’altro una rientranza di identica configurazione in modo da consentire, all’atto della giunzione, una perfetta adesione.

 Incastro a mortasa e tenone Introdotto a partire dal sec. XVI, consiste nell’inserimento di una parte sporgente, detta tenone, nella cavità corrispondente, detta mortasa.

 Intaglio Tecnica per creare ornamenti asportando parte del legno da decorare, comunemente in uso dal medioevo al sec. XVII.

 Intarsio Tecnica che consiste nel rivestire la carcassa di un cassettone con legni pregiati e di diverso colore disposti in modo tale da formare motivi decorativi.

Lastronatura Operazione analoga all’impiallacciatura, con la quale si riveste una struttura, generalmente in legno dolce, con essenze lignee di maggior pregio, tagliate in lastre di spessore variabile: mentre nel Cinquecento i lastroni raggiungevano anche i 3-4 millimetri, a partire dall’Ottocento si assottigliarono progressivamente. A seconda di come viene applicata e del disegno che viene messo in risalto, prende il nome di lisca di pesce e losanga. Quando una lastronatura è molto venata e applicata in modo da formare un motivo simile a lingue di fuoco, viene detta “a fiamma”.

 Marqueterie Termine francese – derivato da “marque”, marchio, contrassegno- indicante un tipo di intarsio eseguito non sul massello, ma sulla placcatura dei mobile. Più superficiale rispetto all’intarsio vero e proprio, è realizzato con tasselli lignei di essenze, dimensioni e colorazioni differenti, integrati talvolta con tessere di altri materiali come stagno, tartaruga, avorio e argento. Eccellenti interpreti di tale tecnica furono, a partire dal Seicento, i mobilieri olandesi che prediligevano disegni di tipo zoomorfo o floreale.

 Modanatura Listelli di legno o di stucco che profilano i bordi di un mobile. Applicata a scopo decorativo o per mascherare una giuntura.

 Montanti Elementi verticali della carcassa di un mobile.

 Pannello smussato Pannello che alloggia in scanalature del telaio che garantiscono al legno il gioco neccessario. Le Fablier utilizza pannelli in massiccio con fresatura “a diamante” nella costruzione di schienali e fondi di cassetti.

 Piallaccio Sottile foglio di legno dello spessore variabile da uno a due millimetri, incollato sulla superficie della carcassa come decorazione.

 Radica e radicatura Termine usato per indicare la fondazione legnosa a struttura irregolare che si trova in prossimità delle radici, nella quale le fibre non hanno più un andamento regolare ma al contrario, sono più o meno contorte o mosse. Questa struttura fa si che il legno in sezione presenti un aspetto variegato, con marezzature e chiaroscuri di forte effetto decorativo. Viene detta radicatura l’operazione con la quale si riveste una struttura in legno dolce con fogli di radica tagliati in spessori che variano dai 3-4 millimetri del Cinquecento al millimetro circa d’inizio dell’Ottocento.

Scanalatura Incisione a intaglio in solchi verticali su una colonna o altro oggetto cilindrico.

Scantonatura Smussatura di un angolo, uno spigolo, un bordo.

Smusso Angolo su un elemento di legno ottenuto tramite piallatura o taglio inclinato.

Stampigliatura Marchio impresso a caldo o con uno stampo in ferro, che veniva apposto dai più importanti ebanisti francesi.

 Tasselli Costituiscono il più primitivo elemento di giuntura fra le parti dei mobili, che risultano così facilmente smontabili tramite la semplice rimozione del piolo di legno che unisce gli elementi.

 Tornitura Lavorazione al tornio del legno. Si è diffusa nel Cinquecento per la lavorazione di gambe e piedi nelle forme a vaso, a colonna, a balaustro.


RINASCIMENTO: IL ‘400

RINASCIMENTO: IL ‘400

Storia

 Il Rinascimento nasce in Italia attraverso un rinnovamento ideale umano ed artistico. Deposta la spada,
il cavaliere medievale dalle nobili gesta, paladino del bene sul male (S.Giorgio che uccide il drago e,
libera la “bella” imprigionata nella torre), diventa uomo raffinato e colto che conquista ora il potere
attraverso il mercanteggiare e il denaro. Come Federico duca d’Urbino o la famiglia Medici a Firenze,
Estense a Ferrara, Gonzaga a Mantova. I nuovi “signori” delle città, si circondano di letterati ed artisti,
in quel rifiorire dell’arte classica “greco-romana” che dava l’idea ed il nome al nuovo stile. Attraverso
“l’Umanesimo” l’uomo creato da Dio veniva così posto al centro dell’universo (come ci viene proposto
da Leonardo in quel famoso disegno che ritrae una figura maschile dentro il cerchio), e con esso tutto
quello che ci proviene dal creato diventava un dono di Dio, ed era tutto “bello”. Con Leon Battista
Alberti (architetto filosofo dell’Umanesimo), e le opere di nuova concezione architettonica del
Brunelleschi (primo grande architetto del Rinascimento) oltre a Donatello per la cultura e Masaccio per
la pittura, si compiva quel quadro che eleggeva Firenze capitale indiscussa del rinascimento. Tutto poi si definiva con  Leonardo, Raffaello e Michelangelo.

 

Costume e società

Con la nuova moda fioriva il galateo e lo sfarzo, e con loro la voglia di abbellire sia la città sia la propria dimora, attraverso statue, prospettive di piazze e giardini, ghirlande, nastri, trutta e fiori messi a festoni durante le feste. I costumi femminili come quelli maschili ricercavano una nuova e ben più raffinata eleganza, con nuovi abiti e gioielli, e nuove acconciature.

Nascevano un’infinità di botteghe, divise in corporazioni, per la costruzione di svariati oggetti, volti ad impreziosire la “città-palazzo”. L’arte del legno, che prima era stata quasi tutta asservita al servizio della chiesa, elaborava canoni stilistici propri attraverso la corporazione dei “lignaioli”. Nasceva in questo modo il gusto del “bello”, per un mobile classico da durare nel tempo.

 

Architettura

 

Il castello diventava palazzo e la cattedrale gotica diventava basilica romana e quindi duomo. E’ proprio con il duomo di S. Maria del Fiore in Firenze, e soprattutto con la cupola del Brunelleschi, che si attribuisce nell’architettura l’avvio del rinascimento. Con il perdere d’ogni velleità difensiva le facciate dei palazzi si ornavano di elementi decorativi, come il bugnato di Palazzo Ruccellai dell’Alberti in Firenze, o quello a forma diamantata nel Palazzo Diamanti di Biagio Rossetti a Ferrara. Si cercava di elaborare le forme del tempio greco con timpani, colonne e capitelli come nella basilica palladiana di Vicenza, aggiungendo volti a tutto tondo di gusto romano, che andavano a sostituire gli archi a sesto acuto del gotico. Palazzi di forma quadrangolare diventavano piccole società, con cortili interni al cui centro il pozzo da ottagonale assumeva la forma del vaso. Al piano terra si trovavano le botteghe, con entrate che davano sul cortile. Un ampio salone portava al primo piano o “piano di rappresentanza” con rispettivo salone d’onore, per poi accedere attraverso una scala più piccola al secondo piano, d’uso privato per il signore del palazzo. Nella soffitta sotto il tetto si trovavano le stanze della servitù e talvolta le cucine, come a Palazzo Davanzati in Firenze, che da casa torre si trasforma in dimora signorile. Palazzo Strozzi (1450) è il palazzo che più d’ogni altro riassume questa perfezione rinascimentale: una “domus” squadrata ed eguale in tutti i suoi lati, a tre ordini con due portoni d’ingresso nei lati opposti e un basamento in pietra a forma di panca che gira attorno al perimetro. Il tetto con il suo ampio cornicione modanato da dentelli e baccelli fa da cappello all’intera struttura, togliendo quell’esasperato verticalismo dato dalle merlature di tempi addietro. All’interno, si mettevano gradini, pilastrini, colonnine e capitelli in pietra grigia, mentre il resto era intonacato di bianco, in modo da distinguere le parti portanti e d’abbellimento da quello che doveva sembrare il vuoto. Nelle chiese, come nei saloni dei palazzi, il marmo andava a sostituire il cotto nelle pavimentazioni, mentre nei soffitti le travature si abbellivano con motivi detti a “cassettoni”, impreziositi da cornici dorate, come nel famoso soffitto del salone del Cinquecento a Palazzo Vecchio in Firenze.

 

Stilemi

 

Si elaboravano e riprendevano tutti gli stilemi dell’arte classica, dalla forma del quadrato del primo rinascimento quattrocentesco, alla perfezione del cerchio del “rinascimento compiuto” del cinquecento. Colonne e pilastri scanalati, capitelli e basamenti, volti a tutto tondo e nicchie in cui porre stame di marmo bianco o le famose “ceramiche invetriate” dei Della Robbia, cornici, dentelli, ovuli e baccelli, e quant’altro fosse possibile mettere nella sobria eleganza di un’architettura classicheggiante. A questo si aggiungevano zampe di leone riprese dai sarcofagi romani, soprattutto nella mobilia, e poi festoni e cornucopie con cascate di frutta, foglie e fiori, a simbolo d’abbondanza.

 

Arredamento

 

Nell’arredamento ecclesiastico lentamente perdevano importanza i cori lignei, a tal punto che più tardi, con il concilio di Trento, venivano definitivamente tolti dal centro della chiesa in cui erano stati posti, per essere collocati dietro l’altare, con banconi e badaloni porta leggio che si trasformavano in credenze, tlando vita a nuovi ambienti come le ben più ricche sacrestie. Nasceva così la credenza a sacrestia, con predella a motivo a cassettoni, subito imitata dall’artigianato domestico, tanto da essere ben presto introdotta a palazzo nel salone d’onore. Al centro del salone faceva la sua apparizione una lunga tavola su cui scolpire lo stemma del palazzo o della famiglia nobiliare d’appartenenza cassoni gotici si trasformavano in sarcofagi romani con cornicioni baccellati, zampe di leone e cuspide sul piano, dipinti o lavorati in pastiglia dorata. I letti toglievano il baldacchino per mettere quattro colonne tortili con pigne romane. Ma è nell’evoluzione di una miriade di panche e sedie che il nuovo arredamento dava il massimo, cercando quella comodità propria del palazzo che prima nella vita del castello non era. Con cassapanche d’ingresso, sedie dantesche, savonarole ed i primi seggioloni, con cuoi lavorati nelle sedute.

 

Materiali e tecniche costruttive

 

Per quanto riguarda i mobili, con il rinascimento il legno preferito  diventava il noce, di effetto marmoreo s’impiegava ovunque, persino nelle parti non a vista. Per i mobili più poveri oltre al noce si lavorava il legno di castagno o di pioppo. L’intaglio, la tempera, la tarsia alla certosina e la pastiglia dorata diventavano di fondamentale importanza. Con l’avvento delle botteghe, le tecniche costruttive si facevano sempre più raffinate, con incastri a fitte code di rondini, tagli di legni di tre centimetri e più, lavorazione della tornitura, ecc..


TIPI DI LEGNO & PANNELLI

TIPI DI LEGNO & PANNELLI

 

LEGNO MASSELLO: assi di legno essicate o stagionate, per ridurre il tasso di umidità a livelli accettabili per la successiva stabilità del manufatto; è il più prezioso, ma anche quello che più facilmente può deformarsi.

 

PANNELLO COMPENSATO/MULTISTRATO: composto di numero dispari di strati, uno sopra l’altro ad angolo retto ed incollati a pressione; la materia prima prevalentemente utilizzata è il pioppo. Spessori da 3mm (3 strati), fino a 30mm (nove strati). Se lo spessore complessivo supera i 12mm si parla di multistrato

Gli strati interni sono normalmente in pioppo, ma possono essere di altre essenze legnose.

PANNELLO LISTELLARE: ha uno sviluppo crescente, ed è un composto di anime (strato mediano di alto spessore) di pioppo costituite da listelli piallati, accostati e ricoperti di larghezza da 7 a 30mm.

E’ più omogeneo e stabile del massello. Con l’espandersi della verniciatura laccata, viene anche sostituito l’ultimo sfogliato di pioppo con un pannello di 3mm di MDF.

 

PANNELLO TAMBURATO: è formato da una struttura perimetrale in legno (di solo abete) e da un inserto centrale composto da listelli o da cartone alveolare ricoperto su entrambi i lati con fogli di compensato, truciolare o M.D.F. Spesso viene sostituito dal listellare.

 

PANNELLO MDF: (medium density fiberboards) pannello di finissime fibre di legno (scarti di lavorazione) a media densità, fabbricato utilizzando un legante sintetico e sfruttando l’effetto del calore e della pressione. Più compatto del truciolare.

 

PANNELLO OSB (orientes strands board): pannello a base di legno composto da tre strati di particelle più o meno rettangolari e di spessore sottile. Le particelle che costituiscono le facce sono orientate in senso longitudinale, mentre le particelle dello strato centrale sono orientate in senso trasversale. Questa configurazione conferisce al pannello una buona resistenza alla flessione ed una buona rigidità.

 

PANNELLO TRUCIOLARE: pannello formato da agglomerato di particelle di legno, ottenute sminuzzando più o meno finemente scarti di lavorazione, recupero, ecc. pressati ed incollati così da formare pannelli di varie dimensioni e spessori.

 

IMPIALLACCIATURA: sottili foglie di massello (tranciati, inferiore a 7mm) che si incollano su tutti i tipi di pannelli in modo da vestirli elegantemente (rivestimento decorativo)

 

PLACCATURA: operazione di rivestimento dei pannelli mediante piallacci (fogli) di legno decorativi.


Linee guida sull’arredamento della farmacia


Cosa ci vuole oggi per arredare una farmacia? Cura dei materiali e dei dettagli, scelta dei colori, disposizione delle aree espositive legate al prodotto oltre che a fattori quali la vendita ed il servizio al cliente, centro di ogni nostro progetto e realizzazione. Sono queste le prerogative delle migliori aziende nel settore dell’arredamento per farmacie. La ristrutturazione farmacie è un settore molto specifico per il quale è utile interloquire con aziende specializzate.

In effetti i più recenti studi hanno evidenziato che tra il 60 e il 90% delle decisioni di acquisto sono prese all’interno della farmacia stessa. Da qui l’importanza di una sistemazione strategica degli arredi in farmacia. Il Visual Merchandising è quindi la parola d’ordine per chi è alle prese con l’allestimento di una nuova farmacia.

In effetti la cura personale e l’estetica stanno diventando a tutti gli effetti un’esigenza della società; gli acquisti “beauty” sono personali e spesso impulsivi. Far emergere nel cliente l’esigenza dell’acquisto è compito di una progettazione che anticipi i bisogni, dalla realizzazione di un percorso studiato fino alla predisposizione dello spazio espositivo.

Interventi mirati e specifici nel layout e sugli arredi già in loco è obiettivo di ogni azienda che allestisce farmacie il cui fine è trasformare una farmacia classica in un punto vendita moderno e commercialmente stimolante, che possa soddisfare le esigenze di una clientela che si evolve anche nelle richieste.